[ Tempo di lettura : 15-20min ] Il nostro percorso imprenditoriale, iniziato con l'ingrosso Office Line di Di Stefano Mirinda, ci stava portando piano piano verso il primo importante "switch" della nostra storia. Tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, eravamo immersi a capofitto nel business, circondati da cambiamenti repentini che di lì a poco ci avrebbero spinto verso il primo grande passo per il nostro futuro.
Il sito www.officelingrosso.it era ormai ufficialmente partito e, attraverso quel prezioso primo e-commerce, avevamo creato le basi su cui costruire il domani. A partire da quegli anni, il nostro ingrosso di cartoleria digitalizzato iniziò ad allargare il raggio d'azione. La clientela aumentava gradualmente, con cartolerie e uffici sparsi in tutta Italia, dalla Sicilia al Friuli, e di riflesso anche i volumi di vendita iniziarono a crescere discretamente.
In particolare in quelle prime fasi continuavo a seguire io più da vicino quel sito e quell' ambito merceologico tramite internet , occupandomi di evolvere in qualche modo quell' ingrosso di cartolerie anche nel mondo digitale. in particolare incrementando l' offerta dei prodotti e di nuovi brand effettuando campagne stagionali in prevendita abitudine molto ricorrente nel mondo cartoleria dalle quali si ottenevano buoni riscontri in particolare dalle prevendite natalizie , quelle dei gadget personalizzati dalle agente ai calendari oltre che dal back to school. Pratiche queste, molto utili, soprattutto perchè ci consentivano di lavorare sul venduto , ed evitare quindi incremento di magazzino.
Parallelamente anche gli arredi correlati iniziavano a partire con un passo più spedito in particolare le sedute da ufficio che in quelle fasi continuava a seguire Francesco più da vicino che importavamo da canali esteri oltre anche alle vetrine che ci evitavano i costi di magazzino considerando che le gestivamo con la formula in dropshipping. Tuttavia, in quel periodo il nostro cavallo da battaglia erano le nostre scaffalature che in quelle prime fasi gestiva Mario più da vicino che attraverso il nostro primo sito e-commerce www.officelineingrosso.it trovarono il loro terreno fertile su cui poter iniziare a crescere, considerando che i primi tentativi su ebay non dettero i risultati sperati.
Questi nuovi articoli garantivano un guadagno netto più marcato rispetto ai consumabili da ufficio, seppur la loro gestione e lo stoccaggio fossero molto più difficoltosi e costosi. In quel frangente stavamo letteralmente "cambiando le regole del gioco", non solo all'interno della nostra attività di famiglia, ma anche per i fornitori e, soprattutto, per i corrieri espressi.
Iniziammo a lavorare con i corrieri con maggiore continuità, confrontandoci periodicamente tra analisi e test. L'obiettivo era sperimentare un modo per spedire adeguatamente prodotti ingombranti e fuori standard che, fino ad allora, non erano mai passati sui loro mezzi. In genere, tali merci viaggiavano solo su mezzi dedicati o bancali; noi, invece, volevamo farle transitare come "colli sciolti" tramite corriere espresso per offrire un servizio migliore e più veloce ai clienti.
Oggi potrebbe sembrare la norma, ma all'epoca era un'impresa matematicamente impossibile. I corrieri espressi non avevano nemmeno delle tariffe da offrirci per una necessità così insolita. Oltretutto, la nostra azienda aveva sede a Montecalvo Irpino, a circa un'ora dalle loro filiali, e in quegli anni la regolarità con cui i mezzi passavano nelle nostre aree era minima, se non nulla.
Tutto questo però non ci scoraggiò affatto: avevamo “fame” e voglia di rivalsa. Quelle difficoltà e i deficit che riscontravamo, invece di abbatterci, ci diedero lo stimolo e la grinta in più per sbloccare la situazione. Le nostre intuizioni prevalsero così anche sui limiti geografici che ci ostacolavano molto, in particolare in quei nostri inizi.
Sapevamo quello che volevamo ed eravamo convinti: avevamo intuito che, nella nostra situazione iniziale, erano proprio quelle tipologie di prodotti considerati “impossibili” — a cui nessuno credeva e che nessuno osava riadattare al commercio online — che avrebbero potuto rappresentare nel nostro caso l'asso nella manica.
In quel mercato velocissimo dove ormai anche i grandi nomi avevano iniziato a ad investire ingenti cifre per farsi spazio con l' obbiettivo di dominarlo; quegli articoli meno gestibili rappresentavano per loro solo una distrazione o un rallentamento alla crescita esponenziale che stavano vivendo. Per noi, invece, ciò che per i colossi era una perdita di tempo costituiva l'unica vera chance per iniziare a scrivere la nostra storia online.
Per la natura del nostro business che nasceva già dal lontano 1983 attraverso i materiali di cartoleria e ufficio che si era poi evoluta anche nei prodotti tecnologici e relativi consumabili, l' evoluzione logica e naturale anche online sarebbe stata proprio quella di spingere con quello stesso business anche in quel nuovo mondo e quindi proseguire in quella stessa direzione anche sulla rete internet, come in effetti fino ad un certo punto facemmo, riorganizzandolo al meglio e portandolo anche a crescere con buoni risultati per poi più avanti però lasciarlo in “stand by” , perchè in quel frangente avevamo un tempo limitatissimo per cercare di creare un varco in quel nuovo mercato che correva a una velocità impressionante in particolare in quei primi anni.
Prendemmo consapevolezza che solo grazie a quelle tipologie di prodotti “più fastidiosi e meno gestibili” avremmo potuto tentare di entrare in modo incisivo in quel nuovo mondo, dove eravamo minuscoli, con una situazione economica non fiorente e collocati in un'area geografica svantaggiata.
Avevamo comunque la consapevolezza che, una volta costruito un brand solido, riallacciare i rapporti con il nostro "vecchio mondo" sarebbe stato successivamente più semplice. In un certo senso il nostro non era un addio ma un arrivederci . Ma in effetti le dinamiche di internet fatte di tempi veloci, flussi e intuizioni istantanee in quel frangente non ci diedero altra possibilità; Per cui seppur in quei primi anni in qualche modo lo riuscimmo a portare a un buon livello anche grazie all' aiuto di internet, decidemmo comunque di iniziare a guardare in modo determinato e gradualmente verso una direzione nuova dove molto spesso non era la logica a guidarci bensì l' istinto.
Fu proprio quella determinazione che ci consentì di abbattere anche i limiti geografici che ci separavano dall'obiettivo di spingere sui prodotti più tecnici e ingombranti. Attraverso continue trattative con i responsabili e i capi filiale dei corrieri, riuscimmo a ottenere la loro fiducia. Si convinsero che la nostra intuizione potesse essere un vantaggio anche per la loro crescita sul territorio e decisero di venirci incontro, garantendoci quel servizio per cui tanto avevamo lottato e che per noi era vitale in quel momento.
Ovviamente eravamo consapevoli che seppur trovato l'accordo, i limiti geografici e la natura ingombrante di quella tipologia di prodotti avrebbe comunque rappresentato un'eccezione e quindi uno straordinario per i corrieri; di conseguenza anche i costi di gestione e i tragitti effettuati esclusivamente per noi sarebbero inevitabilmente ricaduti sulle nostre tasche. Le stesse tasche che tra l' altro a quei tempi restavano ancora mezze vuote nonostante il discreto aumento del volume d'affari che raggiunse in quell' anno circa 450.000 euro .
Questo fatturato era generato in particolar modo da internet in ambito cartoleria, arredi e scaffalature e più in generale dalla crescita di www.officelingrosso.it che in quelle fasi stava iniziando a ripagare tutto il lavoro fatto fino a quel momento. Un discreto contributo in quei momenti difficili dal punto di vista economico dove ogni minima entrata era preziosa arrivava anche dal territorio circostante con la vendita e assistenza pc e con la fornitura cartolerie nei paesi vicini che più che altro in quelle fasi continuava a portare avanti nostro padre con l' aiuto di nostra madre. Anche se in un certo senso anche lui da quel momento in avanti gradualmente iniziò a mettere un po' da parte quel vecchio nostro mondo per poterci supportare nell' evoluzione dell' azienda che ormai aveva il suo focus nel mondo digitale.
In quelle fasi eravamo ancora in piena trincea considerando anche che con l'aumentare dei numeri crescevano inevitabilmente anche le spese; cercavamo di contenerle facendo l'impossibile e concentrandoci solo sulle operazioni essenziali che, come da consuetudine per la nostra attività di famiglia gestivamo quasi interamente all'interno. Fu proprio in quell' esatto scenario che in quell' inizio del 2010 si presentò il primo grande bivio per la nostra attività di famiglia e la nostra storia.
Difatti in quel frangente si iniziarono a creare dei contrasti all' interno del nostro business , in un certo senso il vecchio e il nuovo mondo che fino a quel momento in qualche modo avevamo cercato di far coesistere, man mano che proseguivamo ci rendevamo conto che gli stessi non potevano più andare d'accordo.
Nello specifico, con l'ingrosso di cartoleria ci rivolgevamo principalmente a clienti B2B, quindi a professionisti con partita IVA, cartolerie e uffici. Per questi ultimi, per correttezza e trasparenza, esporre i prezzi al pubblico sul nostro sito ufficiale non era affatto professionale; c'era infatti il rischio di perdere nel tempo la credibilità costruita in tanti anni, proprio mentre la stavamo accrescendo anche attraverso internet e l'e-commerce con il nostro primo sito www.officelineingrosso.it
Tuttavia, con l'integrazione e la partenza più spedita di nuove tipologie di articoli e arredi — che, seppur correlati al mondo della cartoleria e dell'ufficio, avevano una potenzialità maggiore nell'ambito B2C — si rese quindi necessario un approccio diverso, con prezzi esposti e vendita diretta al cliente finale.
Molti di questi acquirenti, come avviene ancora oggi, sono ugualmente partite IVA, imprese e professionisti di vario genere che, nella stragrande maggioranza dei casi, utilizzano tali prodotti per uso interno e raramente si configurano come rivenditori. L'approccio è quindi ben diverso da quello richiesto dal classico negoziante o dalla cartoleria, per i quali è invece essenziale ricevere un prezzo riservato per poter acquistare i materiali con l'intento di rivenderli successivamente al pubblico.
Per cui, a quel punto della nostra storia e da quel bivio che si venne a creare sul nostro percorso, dovevamo decidere in fretta quale direzione prendere. D’altronde, entrambe a loro modo avrebbero portato con sé rischi e nuove sfide.
Da una parte c’era l’ipotesi, in un certo senso, con meno rischi ed anche con meno dispendio di energie e di costi: quella di continuare il nostro percorso con la Office Line di Di Stefano Mirinda, con l’eventualità di trasformarla in una società. Tuttavia, in quel caso però avremmo avuto il contrasto tra business B2B e B2C sul sito e-commerce, con il rischio di perdere credibilità e mercato con entrambe le tipologie di clienti. A differenza di oggi, in cui questo aspetto si è molto evoluto ed accorpato, a quei tempi la distinzione dei due mercati era molto più marcata; per cui, anche nel nostro caso, era importante attenerci a tutto ciò per non rischiare di compromettere il nostro business.
Oltretutto, con quella ipotesi, l’altro aspetto che stonava era proprio lo stesso nome "Office Line Ingrosso". Esso era per certi versi anche limitante, considerando che richiamava unicamente il concetto di ufficio, collegato appunto alla natura di quella tipologia di business che si rivolgeva principalmente a rivenditori e uffici.
Per cui, considerando l’idea di business che già in quei primi anni avevamo in mente — e che non prevedeva confini di alcun tipo — tutto ciò ci risultava un po’ stretto. Decidemmo quindi di imboccare la strada che ritenevamo più lineare, anche se era, per certi versi, la più rischiosa.
Si trattava di diversificare e distinguere in modo netto quel vecchio mondo, fatto di penne, matite e materiali da ufficio che ci aveva accompagnato sin dal 1983 a partire dal negozio di cartolibreria, rispetto a quel nuovo modo che andava verso una direzione diversa. Questo prevedeva, per certi versi, il ripartire da zero con i rischi che ne sarebbero conseguiti.
Fu esattamente in quello scenario che, nel maggio 2010, decidemmo di assumerci quei rischi. I soliti "se" e i soliti "ma" ci condussero alla decisione di dover dar vita ad una nuova azienda e ad un nuovo sito e-commerce, per i quali in primis avevamo bisogno di un nome.
Questa volta, però, le cose erano diverse rispetto a Office Line Ingrosso. In quel caso individuarlo fu abbastanza pratico, essendo quello un business che aveva i propri confini nel settore ufficio e cartoleria. In questa nuova occasione, invece, ci ritrovavamo più spiazzati: sapevamo da dove partivamo, ma non avevamo nessuna idea di dove questo business ci avrebbe portato.
A differenza del passato non avevamo confini, seppur fossimo ben sicuri di una cosa. Il nome doveva essere originale come il business che avevamo intenzione di sviluppare e, soprattutto, doveva essere unico al mondo, perché sarebbe diventato il nostro brand per richiamare la nostra identità e i nostri valori.
Da questi presupposti nasceva, in quel mese, la nostra società: Italfrom srl. Un nome che parla di chi siamo e del motivo per cui nasciamo. Parla del legame di tre fratelli, racchiuso nella parola “from”, che corrisponde proprio alle iniziali dei nostri nomi: Francesco, Oto, Mario. Inizialmente l'acronimo era esattamente “fom”, riadattato subito dopo in “from”. Questa scelta ne lascia invariato il concetto di fratellanza ma, allo stesso tempo, essendo un termine inglese che significa “da”, indica proprio “da dove si parte”. Anteposta al termine “ital”, richiama proprio l'Italia, la nostra terra.

Fonte dell' immagine album di famiglia (in Foto le logo italfrom e noi tre fratelli )
Tutto questo simboleggia il nostro sogno, che già in quel 2010 parlava in modo chiaro. Senza nemmeno sapere ancora bene come, il nostro scopo era portare il nostro nome lontano, sempre più lontano e quanto più lontano possibile. Eravamo consapevoli solo da dove partivamo e in quale direzione andavamo, ma, come accade a tutt'oggi, senza sapere ancora fino a dove possiamo arrivare. Il nostro business è proprio come quel mondo di internet che nel nostro logo prende il posto della lettera 'O' proprio perchè come quel mondo, anche il nostro business non ha confini di nessun tipo.
Ho sempre pensato che nella vita di ogni essere umano ci siano dei momenti che restano scolpiti nella memoria per sempre. Sono quei rari episodi nei quali è la tua storia, o il tuo futuro, che in qualche modo ti manda dei segnali per indicarti la direzione. Chi ha la facoltà di saperli riconoscere può avvertirli all'istante mentre stanno accadendo. È come un colpo di fulmine che ti piomba addosso in modo inaspettato, lasciandoti stordito nell'esatto momento, per poi darti la consapevolezza e le risposte con il passare del tempo. Sono quei flash che ti restano addosso per sempre, quei classici fermo-immagine dei quali, a distanza di anni, ricordi i minimi dettagli. Istanti o eventi impressi in uno spazio-tempo che, solo a ripensarli, ti fanno rivivere le stesse identiche sensazioni sulla pelle.
La nascita di Italfrom ha rappresentato esattamente tutto questo. Ricordo quel mese di maggio quando quel nome, tra i soliti "se" e i soliti "ma", uscì fuori praticamente dal nulla. Eppure, in un certo senso, fin da subito mi sembrava particolarmente familiare ascoltarlo o pronunciarlo. È quella strana sensazione che ti porta a riflettere su dove tu l'abbia mai potuto già vedere o sentire prima, per poi avere la certezza, nell'esatto momento, che è assolutamente quello giusto. Lo capisci perché risuona con te e dentro di te, come se già ti appartenesse. Così come avviene per un luogo, una persona o qualsiasi altra cosa, quando senza una ragione apparente è l'istinto a indicarti la direzione e a guidare le tue azioni.
Sono quei classici puntini che, come diceva Steve Jobs in una sua celebre frase, puoi unire solo guardandoti all'indietro. Così facendo, puoi ammirarne il disegno che rappresenta la tua storia, dove poi a posteriori tutto appare perfetto e acquista un senso compiuto. Persino quelle scelte che sembravano sbagliate o quegli imprevisti, in realtà, erano esattamente ciò di cui in quel momento avevi bisogno per poter fare il passo successivo verso il tuo futuro.
Come in quel maggio 2010 quando quel bivio e quel contrasto che si venne a creare tra il nostro vecchio mondo con quello nuovo nel quale ci stavamo addentrando , ci portò a compiere quel passo da dove tutto ebbe inizio. Nacquero così italfrom e quel logo che oggi tanti conoscono e apprezzano da ogni parte d' italia del quale in quell' occasione me ne occupai io personalmente considerando che lo avevo ben chiaro nella testa prima ancora di riportarlo sulle prime bozze che avevo realizzato e che successivamente feci rielaborare ad una giovane nostra conterranea neolaureata in grafica con programmi più professionali dei quali noi all' epoca eravamo sprovvisti , al fine di ottenere una risoluzione migliore con dettagli più nitidi.
Quel mondo creativo della grafica e del design nel quale mi sono sempre dilettato considerando che fantasia, ingegno e cura dei dettagli non mi sono mai mancati sin dai tempi dei primi anni di scuola. Ero infatti un ottimo disegnatore a detta anche degli stessi insegnanti , seppur con il tempo questa mia predisposizione non mi ha portato a specializzarmi in questa disciplina che ho praticato da sempre in modo amatoriale e autodidatta come faccio tutt' oggi anche con il supporto dell' AI: non più su un foglio da disegno, bensì impiegando e riadattando queste qualità nei vari ambiti del mio lavoro quotidiano per il quale ritengo che la creatività sia uno degli elementi imprescindibili oltre che “contagioso”, anche per una corretta e coerente comunicazione, trasmettendo con essa visione, valori ma più di tutto passione, che sono il sacro graal di ogni business di successo e di ogni brand autorevole.
Quella stessa creatività ed ingegno che adoperai per realizzare la struttura, le prime grafiche e i primi contenuti anche per quel nostro nuovo sito e-commerce www.italfrom.com che stava appena nascendo sulla stessa scia e con la stessa tecnologia del precedente www.officelineingrosso.it

Fonte dell' immagine Internet (in Foto le prime interfaccie la home del nostro wwww.italfrom.com di quegli anni )
Diciamo quindi che, seppur su svariati aspetti fosse quasi come ripartire da zero con i rischi che ne sarebbero conseguiti, d'altro canto il terreno era già stato in qualche modo sondato con il precedente e-commerce. Indubbiamente, però, tutto era ancora da costruire. Oltretutto, nessuno ci dava la certezza matematica che le cose sarebbero andate come auspicavamo. Non sapevamo se l'innesto delle nuove tipologie di articoli che stavamo integrando, e di quelli che ci accingevamo a esplorare, avrebbe dato gli stessi risultati anche su quel nuovo sito appena nato.
Ragion per cui, quel passaggio avvenne in modo graduale. In un certo senso, per i primi tempi, cercavamo di "tenere i piedi in due scarpe", in attesa di accertarci che il nuovo sito iniziasse a partire con regolarità. In ogni caso, in questa nuova fase, a differenza di quella precedente, ognuno di noi aveva acquisito nel proprio ambito una maggiore dimestichezza e consapevolezza. A questo si univa una motivazione inarrestabile che ci trasmettevamo l'un l'altro.
Fu sempre in quel periodo che lo stesso identico bivio, presentatosi online sul nostro primo e-commerce, iniziammo a viverlo anche dal punto di vista strutturale, organizzativo e logistico. Quel vecchio mondo, infatti, differiva e per alcuni versi andava in contrasto con quello nuovo anche sotto questo aspetto.
Gli scaffali e le tipologie di prodotti sui quali stavamo iniziando a muoverci, con l'obiettivo di potenziare il nostro business, non erano come un pacco di penne da poter riporre a mano su una mensola in un garage. Quella nuova tipologia di prodotto era per sua natura più voluminosa e pesante. Gestirla in un garage, peraltro quasi del tutto occupato dai materiali di cancelleria, era matematicamente impossibile. Oltretutto, per accedere a quel locale c'era un'unica via molto ripida e stretta, ed era privo di spazi esterni idonei. In quelle primissime fasi, con minimi quantitativi e in modi al limite dell'ordinario, riuscimmo in qualche modo a gestire anche quei nuovi articoli. Subito dopo, però, quando le vendite iniziarono a partire in modo più spedito, divenne praticamente impossibile gestirli in quel luogo, considerando anche che, in quei primi anni, non avevamo a disposizione alcun tipo di muletto o mezzo.
In quelle fasi dove i livelli di stress si stavano avvicinando velocemente ai limiti della norma, si presentò una nuova decisione importante da prendere. Era, per l' appunto, un altro bivio, proprio come quello che in parallelo affrontavamo per il sito e-commerce. Dove in questo caso, una strada più rischiosa, se non impossibile da praticare in quel momento, implicava di richiedere nuovi finanziamenti alle banche (ammesso che ce li avrebbero concessi) e valutare di trasferirci fuori dal nostro territorio; essendo quella l' unica alternativa, considerando che nel nostro paese, Montecalvo, purtroppo non esisteva in quel frangente una zona industriale o artigianale dove poterci collocare, per cui l' ipotesi sarebbe stata quella di trasferirci nelle aree industriali dei paesi limitrofi, in particolare : Casalbore, Apice oppure nella cittadina di Ariano.
Uscire dal nostro territorio in quelle prime fasi, con il relativo aumento delle spese, era per noi obiettivamente impossibile, dato il nostro scenario economico. Con quell'eventualità la situazione si sarebbe ulteriormente aggravata, portando con sé l'altissimo rischio di ridurci al lastrico. Essendo solo all'inizio, non avevamo ancora un business tangibile su cui poter contare. Ma, più di tutto, il nostro intento era quello di creare concretamente ricchezza e sviluppo, indirettamente, anche nella nostra terra d'origine.
Questo seppur avessimo già a quell'epoca, come espresso nelle pillole precedenti, il sentore delle maggiori difficoltà che avremmo incontrato. Difficoltà legate soprattutto a quel “nemico invisibile” che ci avrebbe ronzato intorno, che per sua natura, risulta molto più insidioso e persistente nei piccoli ambienti circoscritti e tendenzialmente più isolati.
Questo clima e queste condizioni spesso aggravate proprio dallo scarso sviluppo industriale e commerciale, che a sua volta innesca un circolo vizioso: riduce inevitabilmente l'occupazione, impoverisce le vie di collegamento e aggrava di conseguenza lo spopolamento. In questo modo si penalizza qualunque tipologia di servizio o di attrattiva del territorio. A pagarne lo scotto maggiore sono, in particolar modo, proprio le attività commerciali, le imprese e chi cerca di fare azienda.
Esattamente come avvenne nel nostro caso specifico; quando a quell'epoca non avemmo altra scelta: a quel bivio dovemmo obbligatoriamente imboccare la seconda strada. Seppur da un lato, considerando il nostro scenario, si presentava come la scelta meno rischiosa, dall'altro si presagiva che sarebbe stata anche la più tortuosa e faticosa, visti i presupposti.
In quell'occasione, ricordo, ci sentimmo in qualche modo messi con le spalle al muro, e per certi versi anche traditi dalla nostra stessa terra d'origine che non ci offriva alcuna soluzione. La mancanza di una zona idonea in cui poterci evolvere come imprenditori con il nostro business ci impose una virata difficile ma obbligata. Questo richiese più tempo, più spese e molti più sacrifici, oltre a imporci numerosi limiti aggiuntivi che persistono ancora oggi. Sono ostacoli che avremmo indubbiamente potuto evitare qualora all' epoca avessimo avuto una reale opportunità di scelta.
È ovvio che quello non si trattasse certamente di un diritto sancito dalla Costituzione. Ritengo, però, fosse in qualche modo un dovere morale e civile di un territorio verso i propri cittadini. O meglio, verso imprenditori che, come noi, avevano la volontà e l' intenzione di fare bene e di investire le proprie risorse nella terra di origine, facendo indubbiamente i propri interessi, ma indirettamente anche quelli della stessa area. Cosa che poi abbiamo ugualmente fatto, ma in scenari totalmente diversi e con molte più difficoltà, che inevitabilmente hanno penalizzato e rallentato molto il nostro percorso.
Oggi vivendo poco nella nostra terra di origine, dove torno volentieri per riscoprirla da vacanziere, e per rilassarmi quando riesco; francamente non so se qualcosa sia cambiato da questo punto di vista, o se dopo di noi siano nate altre aziende sulla stessa nostra scia o magari, che come italfrom operano nello stesso ambito digitale. Qualora ce ne fossero, ne sarei felice; ma mi auguro vivamente, però, che nessuna di loro o che nessun giovane con uno spirito imprenditoriale o con un qualsiasi sogno da realizzare, si ritrovi, a causa delle minori opportunità del territorio, di fronte quello stesso bivio che come nel nostro caso a quell' epoca ci impose una scelta obbligata.
Difatti, a partire da quell'anno dovemmo per forza decidere di rimediare a quella nostra situazione logistica, iniziando in qualche modo a strutturarci nella nostra prima sede storica in Contrada Mauriello 6. Inizialmente era una piccola casa di campagna, accessibile tramite strade e discese che, in quell'epoca, erano difficili da praticare persino a piedi, figuriamoci con i mezzi. Fu a partire da quelle prime fasi che nostro padre e l'instancabile nonno Oto si dedicarono nel tempo a cambiare letteralmente la morfologia del territorio. Crearono strade più accessibili dove non esistevano, ricavarono piazzali più ampi dove prima c'erano terreni scoscesi e ristrutturando di pari passo gradualmente le strutture esistenti.
Una scelta faticosa e, più che altro forzata, viste le circostanze. Per certi versi, tuttavia, da quella situazione, riuscimmo a coglierne perlomeno un unico aspetto positivo: ci consentì di organizzarci passo dopo passo con le strutture, man mano che il nostro business cresceva. Anche se poi, nel concreto, per svariate ragioni, inevitabilmente questo non sempre è potuto accadere.


Fonte dell' immagine Album di famiglia (in Foto alcune fasi dei lavoro nella nostra prima sede a Montecalvo nei maurielli )
In quelle fasi fummo costretti a stringere i denti in un tour de force che è durato anni nei quali con un effetto domino le sfide e gli ostacoli da superare sono state talmente tante e ripetute che sarebbe impossibile ricordarle tutte.
In effetti, in particolar modo in quei primissimi tempi, trainare i furgoni dei corrieri — almeno di quelli che se la sentivano di tentare di raggiungerci in quell'area — era diventata una ricorrenza abituale. Lo era per noi, ma anche per i vicini contadini che gentilmente si adoperavano con i loro trattori. Difatti, soprattutto per il periodo iniziale, abbiamo potuto sfruttare quell'area solo parzialmente, tanto che i primi mezzi pesanti poterono accedervi solo a distanza di qualche anno.
Nei primi tempi lasciavamo le merci, in particolare i primi carichi parziali di scaffali, dal nostro trasportatore nella vicina cittadina di Ariano. Quest'ultimo ce le portava poi gradualmente nei giorni successivi mediante furgoni più piccoli. In quelle circostanze, durate mesi se non anni, far quadrare i conti tra merci per metà in deposito, per metà nei camion e altre ancora nei magazzini del trasportatore era un'impresa ardua. Era diventato quasi un lavoro contabile a sé stante, che all'epoca seguiva più da vicino Mario. Facendo avanti e indietro, si assicurava di garantire giacenze e riassortimenti idonei.
Considerati i presupposti, a quell'epoca questo aspetto seppur particolarmente fastidioso era anche vitale. Serviva in primis per far fronte alle richieste dei clienti, evitando il rischio di rimanere senza merce da spedire nell'immediatezza. Allo stesso tempo, però, bisognava fare in modo di non eccedere con gli ordini e con le giacenze, soprattutto perché la disponibilità di spazio era limitatissima ma più di tutto anche la disponibilità economica.
In tutto ciò, nei primissimi tempi ci doveva pensare la forza motrice delle nostre braccia ad aprire i pallet e riposizionare le merci nel nostro piccolo deposito. Andò avanti così fino a quando comprendemmo che quel nostro vecchio mondo della cartoleria differiva molto da quello nuovo anche sotto questo punto di vista. Quei pezzi di metallo, molto spesso anche lunghi e taglienti, erano ben più pesanti e difficili da gestire rispetto ai pacchettini di penne e matite.
Per questo motivo decidemmo di procurarci il nostro primo muletto. Era un pezzo quasi d'epoca, di un rosso fuoco: uno di quei classici mezzi di un tempo, con le gomme piene senza camera d'aria, dove gli ammortizzatori sono un miraggio. Riuscire a scendere e posizionare le merci senza il rischio di rovinarle era un gioco d'equilibrio per veri piloti tra dossi e spazi stretti. E quando era carico, girare quello sterzo privo di idroguida era come un allenamento con i pesi in palestra.

Fonte dell' immagine Album di famiglia (in Foto il nostro primo muletto non proprio moderno ma utile a quei tempi )
In quel tour de force tra il vecchio mondo di Office Line e il nuovo mondo di Italfrom, il lavoro, sia fisico ma soprattutto mentale, ricadeva interamente sulle nostre spalle e sulle nostre menti. A quei tempi, infatti, non avevamo ancora nessun dipendente a supportarci considerndo che dal punto di vista economico, non era proprio il momento adatto per poterci permettere ulteriori spese fisse.
Difatti, in quel periodo in particolare e per gli anni successivi, Italfrom assorbì buona parte delle nostre vite private. Non esistevano più orari. Ad un certo punto non c'era quasi più distinzione tra un tavolo da riunione in ufficio e quello di casa, sui quali mangiavamo letteralmente "pane e Italfrom". Questo valeva per le nostre case e, in particolar modo, per quella dei nostri nonni materni. In quegli anni la frequentavamo assiduamente, soprattutto a pranzo, considerando che nostra madre all'epoca lavorava ancora a tempo pieno nell' attività e aveva quindi meno tempo da dedicare alle faccende domestiche, alle quali provvedeva molto spesso proprio nostra nonna.
Quelle case e quelle pareti, a partire da quel 2010, si impregnarono letteralmente del nome Italfrom e di quelle nostre riunioni alternative. Sul lavoro, infatti, molto spesso non ci restava nemmeno il tempo materiale per dialogare o discutere tra di noi: a testa bassa dovevamo fare e basta, senza tanti giri di parole.
Per questo motivo, il più delle volte, i nostri dialoghi e le nostre discussioni si spostavano a casa. Ormai anche i nostri nonni, e forse persino il vicinato, erano abituati indirettamente ad assistervi o ad ascoltarle. In particolar modo nostro nonno, il quale molto spesso vi partecipava volentieri e in modo attivo, considerando che seguiva con attenzione e passione l'andamento della nostra attività, nella quale quando ce ne stato il bisogno e fino a quando ha avuto la salute e la forza per farlo da ex muratore in alcune occasioni ha contribuito attivamente nelle realizzazione delle opere edili all' interno della nostra azienda.
In effetti, da quel momento e fino alla sua scomparsa nel 2019 , è sempre stato una presenza costante e preziosa nei nostri magazzini, oltre che la nostra mascotte per eccellenza. Portava sempre con sé i nostri bigliettini da visita e li distribuiva ovunque in particolare quando occasionalmente usciva fuori paese. Celebre era la sua Ape Car che a un certo punto, con il suo consenso, impregnammo di Italfrom anche quella, dipingendola e tappezzandola di adesivi di cui andava molto fiero.

Fonte dell' immagine Album di famiglia (in Foto l' Ape Car di Nostro nonno targata italfrom )
Era uno di quegli anziani solo nell'aspetto. Dentro, infatti, era ancora un bambino che non si prendeva mai sul serio e che sapeva divertirsi con le cose più semplici, soprattutto insieme ai più giovani e, in particolar modo, a noi nipoti. Qualità tipiche di una persona autentica ed estremamente intelligente.
Molto probabilmente era così perché aveva vissuto, già dall'infanzia, la vera sofferenza. Quella sofferenza che ti cambia dentro e ti forgia, creandoti una corazza solo esteriore per proteggere un animo empatico e sensibile. Fin dai primi anni di vita era rimasto senza madre e padre, costretto ad andare a lavorare sotto padrone per essere sfruttato con le mansioni più dure e usuranti, pur di poter mangiare e vivere in modo onesto.
Da giovane adulto, poi, fu costretto a emigrare all'estero in cerca di fortuna insieme a sua moglie e alla figlia piccola sapendo a malapena scrivere il proprio nome e cognome, ma sapendo meglio di chiunque altro cosa volesse dire la parola “fame”. Quella fame che nasce da dentro e che grida riscatto. Lo stesso riscatto che, a partire da quegli anni e rientrando poi in Italia, iniziò gradualmente a ottenere vivendo una vita onesta e più che dignitosa facendo il muratore in modo esemplare.
Mi piace pensare che quel debito che la vita aveva nei suoi confronti gli sia stato in definitiva restituito nell'ultima parte della sua esistenza, in qualche modo proprio attraverso Italfrom;
L'inizio dei nostri primi successi lavorativi lo rendeva immensamente fiero e orgoglioso. Viveva quei traguardi insieme a noi, sentendoli sulla pelle forse ancor più di noi stessi.

Fonte dell' immagine Album di famiglia (in Foto Nostro Nonno Oto sempre presente e appassionato nelle nostre attività )
Nemmeno mettendo insieme tutti i premi e riconoscimenti che abbiamo ricevuto nel corso di questi anni potremmo mai eguagliare l' orgoglio e la soddisfazione che ci portiamo dentro per avere contribuito, per quel che ci è stato possibile e seppur indirettamente, a restituire attraverso il nostro lavoro e la nostra passione ad una persona umile e d' animo nobile come nostro nonno ciò che la vita gli aveva ingiustamente negato in tenera età.
Quella stessa passione e quella dignità per il lavoro che lui stesso, così come i nostri genitori, ci ha trasmesso senza parole superflue, ma con la concretezza dei fatti. Insieme a quella frase che ci ripeteva all'infinito fin dall'infanzia: “Dovete essere uniti”.
Quella passione, che a partire da quel 2010 ci ha accompagnato, attraverso quel nuovo compagno di viaggio di nome italfrom, che parla proprio delle nostra unione e di chi parte svantaggiato, con un inizio tutto in salita in un mercato che corre frenetico, ma che punta troppo lontano per farsi fermare dalle difficoltà economiche, dall'isolamento geografico e dalla scarsa industrializzazione del proprio territorio.
Quella passione e quell'unione che ci hanno permesso poi di proseguire nel nostro percorso anche quando, nella nebbia più fitta e in un vortice di cambiamenti, sono state messe alla prova; e nei momenti clou sono arrivate le prime montagne russe, tra discese ardite e risalite una dopo l'altra, dove tenere la barra al centro è stata la vera impresa.
Quella che vi racconteremo nella prossima Pillola della Storia di Italfrom.

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